Profilo dell'Autore

Banana Yoshimoto nasce a Tokio nel 1964 e, dopo aver completato gli studi artistici e letterari, inizia la sua carriera di scrittrice nel 1987. Già dai suoi primi romanzi riesce a manifestare il suo particolarismo che è ben visibile anche dal suo nome d'arte. Banana, una scelta divertente, che lei definisce ''androgina'', per non prendersi troppo sul serio, per mostrare fin da subito la sua vena ironica e semplice. I tuoi testi diventano dei successi a livello globale e le consentiranno di ricevere numerosi premi letterari e soddisfazioni. La sua prima opera, Kitchen, sarà tra le più premiate. Da qui in poi la sua produzione sarà inarrestabile al punto che sua bibliografia conta più di quarantatré romanzi. Quello che andremo ad analizzare oggi è Ricordi di un vicolo cieco del 2003.



Temi e Particolarità

In ogni suo romanzo Banana Yoshimoto ci regala delle perle di vita. Dalla condizione dei giovani in Giappone, al tema dell'amore e dell'amicizia percorrendo quello della perdita, spazia in una vastissima gamma di argomenti con estrema delicatezza. Ciò che subito salta all'occhio è la capacità dell'autrice di scrivere e descrivere in modo semplice e immediato sensazioni, emozioni e dolori, senza cadere mai nella banalità. Con maestria riesce a sciogliere i nodi dei sentimenti, il garbuglio dei pensieri, dando voce a ogni aspetto psicologico umano. E' forse una pacatezza che trova radici nella sua vita e nell'educazione tipicamente giapponese. L'interesse per le forme d'arte, i suoi studi e soprattutto i suoi viaggi lasciano un'impronta in ogni romanzo. Ricordi di un vicolo cieco raccoglie cinque racconti diversi, con personaggi diversi, legati dal viaggio introspettivo e di vita che ognuno di loro si trova ad intraprendere. Fukurokoji è difatti quel vicolo cieco nel quale, come anime perse, si trovano a vagare questi giovani ragazzi che presi dallo smarrimento credono di non avere via d'uscita. Con la sua già annoverata delicatezza, Banana Yoshimoto, riesce ad addentrarsi nella vita dei protagonisti facendone emergere le ferite, i dolori, le speranze, i sentimenti. Ognuno di loro farà i conti con una scelta di vita che, come sempre, porterà delle conseguenze positive e negative che li condurranno spesso all'abisso per poi risalire. Nonostante la critica non la consideri ancora una grande scrittice, Banana Yoshimoto rappresenta senza dubbio un caso letterario importante e la sua scrittura è un piacere per l'anima.



Recensione

Banana Yoshimoto è stata per me una grande scoperta. Come mi è spesso capitato, dai libri scelti per caso si incontrano le più belle parole, quelle che toccano l'anima. Così è stato per Ricordi di un vicolo cieco, i cui racconti, ognuno di loro, lascia senza parole. Questi rappresentano i modi e i percorsi di guarigione per ogni forma di dolore. Dallo smarrimento alla delusione amorosa seguiremo i percorsi di ogni protagonista, le cadute, la forza che hanno riscoperto e la capacità di rigenerarsi da una ferita profonda. Ci ritroveremo a vivere, e perché no rivivere, storie di perdite e di amori spezzati nei quali non sarà difficile riconoscersi. E' il caso della storia di Mimì e Takanashi e del loro amore che sembrava poter affrontare tutto, anche le distanze, ma si è rivelato più fragile di quanto lei pensasse. Da qui, dalla sua presa di coscienza, da un dolore e un senso di smarrimento per la perdita del suo punto di riferimento, parte il percorso di guarigione della giovane che avviene grazie al suo spirito e a qualche aiuto che scoprirete leggendo. Non ci troveremo di fronte a un libro con il classico lieto fine, la tristezza che attraverserà i racconti pungerà più volte rendendoci consapevoli che essa fa parte della vita e del nostro cammino.

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